L’inno italiano: cosa significa “Il canto degli italiani”

Bandiera Italiana che sventola nel cielo azzurro

Come probabilmente ti sarà già capitato di sentire durante i mondiali di calcio o nelle cerimonie ufficiali, “Il canto degli italiani” scritto da Goffredo Mameli e conosciuto anche come “Inno di Mameli” o “Fratelli d’Italia” è l’inno della Repubblica Italiana. Ti è mai capitato di leggere il testo? Forse ti è sembrato abbastanza strano e a tratti incomprensibile. Ecco perché ho deciso di approfondire questo arogmento e spiegarti il significato dell’inno italiano.

Come nasce l’inno

L’inno nasce in un periodo storico caratterizzato da estremo patriottismo. In quegli anni si stava svolgendo la Prima Guerra d’Indipendenza in Italia (1848-1849), quindi la poplazione giovane aveva molto a cuore gli ideali di trionfo della patria.

Nella scelta della musica, Mameli si rifiutò però di utilizzare una melodia già scritta, prefendo quindi che un compositore, Michele Novaro, ne scrivesse una nuova che si adattasse al testo.

Frecce triclori che creano la bandiera italiana in cielo
Frecce tricolori durante le celebrazioni del 2 giugno (Festa della Repubblica)

Testo

Fratelli d’Italia,
L’Italia s’è desta;
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma;
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme;
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci;
L’unione e l’amore
Rivelano ai popoli
Le vie del Signore.
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti, per Dio,
Chi vincer ci può?

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L’Italia chiamò.

Dall’Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute;
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia
E il sangue Polacco
Bevé col Cosacco,
Ma il cor le bruciò.

Stringiamci a coorte!
Siam pronti alla morte;
L’Italia chiamò.

Espressioni interessanti

Questo testo è stato scritto nel lontano 1847, quindi molte delle espressioni usate non vengono più impiegate quotidianamente. Tuttavia, è molto interessante, secondo me, capire il significato di un inno nazionale.

S’è desta

Ora diremmo probabilmente “si è destata” o, ancora meglio “si è alzata”. Si sarà alzata perché è suonata la sveglia? Assolutamente no 🙂 È una metafora per indicare che l’Italia si è ribellata all’invasore straniero.

L’elmo di Scipio

Scipio non è altri che Sciopione l’Africano, il generale romano che sconfisse Annibale di Cartagine. Questa metafora indica che l’Italia è pronta di nuovo a combattere contro gli oppressori.

Le porga la chioma

Porgere la chioma era un gesto diffuso nell’Antica Roma. Secondo le usanze latine, i capelli (la chioma appunto) delle schiave veniva tagliati. La Vittoria viene qui personificata (ecco perchè la lettera V è maiuscola), quindi la figura che si crea descrive l’Italia che vince contro il nemico.

Stringersi a coorte

Le coorti erano le diverse unità di cui si componeva l’esercito romano. Nell’inno italiano, stringersi a coorte significa rimanere uniti con un solo obiettivo: fare trionfare l’Italia.

Le ultime due strofe

Le ultime due strofe dell’inno italiano sono caratterizzate da una serie di immagini che descrivono vari episodi in cui il popolo italiano si è ribellato agli oppressori:

Ferruccio

Francesco Ferrucci è l’uomo che difese Firenze dall’imperatore Carlo V nella prima metà del 1500

Balilla

Balilla è invece un soprannome che è stato dato a un bambino che per primo lanciò un sasso contro gli Austro-piemontesi negli anni ’30 del XVIII secolo, provocando così una rivolta popolare.

Vespri

I vespri indicano le prime ore della sera (e denotano anche le preghiere che si recitano in quelle ore). Però acquisiscono nell’inno italiano un significato leggermente diverso. Infatti si fa riferimento alla Rivolta dei Vespri Siciliani, ovvero la rivolta iniziata una sera in cui i siciliani si ribellarono al dominio francese.

L’ultima strofa

L’ultima strofa è caratterizzata da immagini anche abbastanza cruente in cui l’Italia vince gli altri popoli. In questo caso si usano molto spesso la sineddoche. Vediamo infatti che l’Austria sconfitta è rappresentata dall’aquila che perde le piume e la Polonia è descritta attraverso un cosacco, i tipici soldati polacchi.

Conclusione

Ora che abbiamo analizzato il testo possiamo affermare che l’inno italiano, oltre che nella musica, è molto trionfale anche nelle parole. Tuttavia, secondo me ci dà anche un’occasione per riflettere: questi valori di lotta e supremazia rappresentano ancora l’Italia di oggi?

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