Passato remoto e indicativo imperfetto nei racconti: la storia di Cola Pesce

Come si usano l’indicativo imperfetto e il passato remoto per raccontare una storia? Vediamolo attraverso un racconto popolare del sud Italia: la storia di Cola Pesce. Mi raccomando, leggilo tutto! Troverai anche alcune parole chiave per aiutarti durante la lettura e la scrittura di storie!

Se per te Cola Pesce è solamente un cantante (ne ho parlato quando ho scritto di Sanremo 2021), probabilmente sei sulla stessa barca di molti italiani. Ma se ti piacciono la Sicilia, il mare e le avventure, credo tu possa aver trovato una storia curiosa che secondo me a tratti ricorda “Luca”, il nuovo film Disney Pixar ambientato in un paesino italiano.

Locandina cinematografica di Luca, film della Pixar in uscita nel 2021
Luca (Disney Pixar -2021) – locandina

Obiettivi: raccontare storie con l’indicativo imperfetto e il passato remoto

Spiegazione

Attraverso questo mito potrai vedere come si raccontano le storie in italiano, soprattutto se di fantasia. Nonostante durante i dialoghi quotidiani non usiamo molto il passato remoto, quando raccontiamo storie diventa la nostra scelta preferita. In particolare, usiamo il passato remoto per le azioni già concluse e accadute una sola volta e per descrivere due azioni che avvengono una dopo l’altra (azioni consecutive), mentre l’indicativo imperfetto viene utilizzato quando si esprimono azioni passate abituali o che sono durate per un certo periodo di tempo. Inoltre, l’indicativo imperfetto viene utilizzato anche quando si devono esprimere due azioni che avvengono nello stesso momento (azioni contemporanee).

Se non ti senti ancora sicuro con questi tempi verbali, guarda il riassunto qui sotto! Altrimenti puoi passare direttamente alla storia.

Come scegliere tra indicativo imperfetto e (indicativo) passato remoto?

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Il mito di Cola Pesce

Una volta a Messina viveva un ragazzo, Cola (Nicola), che amava molto stare in acqua. Gli piaceva così tanto che lo soprannominarono Cola Pesce e la madre non sapeva più cosa fare per farlo uscire dall’acqua.

Un giorno, stanca di dover sempre sgridare il figlio per farlo uscire dall’acqua, gli lanciò una maledizione:

"Che tu possa diventare un pesce, Cola! Così avrai un motivo per restare tutto il giorno in acqua!". 

Le preghiere della madre vennero esaudite e il ragazzo si trasformò: gli spuntarono le branchie, la gola da rana e le dita palmate.

Cola si immerse di nuovo in acqua e restò così a lungo a nuotare in mare che la madre ci rimase secca per la preoccupazione.

La voce che un ragazzo-pesce abitava le acque nei pressi di Messina si sparse per tutta la Sicilia e anche il Re di Messina ne rimase colpito. Egli chiese ai marinai che navigavano quelle acque di mandare Cola al castello perché voleva sapere cosa ci fosse nelle acque che circondavano l’isola.

Il ragazzo obbedì e si immerse. In fondo al mare vide tanti pesci colorati, tesori meravigliosi e una banca affondata, ma non riuscì a esplorare la zona vicino al faro perché era troppo profonda. Dopo aver detto tutto al Re, questo chiese che Cola tornasse in mare ed esplorasse nuovamente il fondale marino, e di nuovo il ragazzo obbedì. Questa volta si spinse in profondità e vide che la città di Messina era appoggiata su tre colonne: due solide e una fatiscente, ma non vide il fondo.

Di nuovo Cola tornò a galla e il Re rimase affascinato dal racconto del giovane, ma voleva davvero sapere cosa ci fosse sul fondo del mare. Il ragazzo però non voleva più tuffarsi, poiché aveva visto alcuni pesci enormi che lo avrebbero potuto mangiare come un uccellino mangia un verme. Cola accettò la sfida, ma si portò con sé un pugno di lenticchie: se fosse morto, le lenticchie sarebbero salite a galla.

Dopo sette giorni il Re vide emergere dall’acqua delle lenticchie e capì qual era stato il destino del ragazzo.

Mettiamoci all’opera!

Hai visto quindi come vengono usati passato remoto e indicati imperfetto nei racconti? Qui di seguito trovi alcune frasi per fare pratica. Prova a completarli e a controllare le risposte.

  1. Quando ero piccolo (andare) spesso al Parco di Monza con i miei nonni a dar da mangiare ai cigni.
  2. Vent’anni fa mia mamma e mio papà (comprare) questa casa lavorando duramente.
  3. Nel 1934 Pietro Ferrero (fondare) l’azienda che produce la Nutella.
  4. Gli antichi romani (mangiare) mentre (stare sdraiato) sul triclinio, una tipica seduta dell’epoca.
  5. Mentre io (lavarsi), il telefono (squillare), così dovetti asciugarmi in fretta e furia per riuscire a rispondere.
  1. Andavo (indicativo imperfetto, 1º persona singolare)
  2. Comprarono (passato remoto, 3º persona plurale)
  3. Fondò (passato remoto, 3º persona singolare)
  4. Mangiavano (indicativo imperfetto, 3º persona plurale), stavano sdraiati (indicativo imperfetto, 3º persona plurale)
  5. Mi lavavo / mi stavo lavando (indicativo imperfetto 1º persona singolare), squillò (passato remoto, 3º persona singolare)

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